Pubblicato da: FUORIdiBICI | 6 maggio 2012

Giro d’Italia 2012 – Tappa 1: la parola ai protagonisti

Il Giro d’Italia 2012 è appena iniziato e già ci sono molti argomenti sui quali discutere. Il modo migliore per parlare della Corsa Rosa è quello di cedere la parola ai protagonisti, i corridori.

Taylor Phinney:

«Ho realizzato un sogno. Pensavo alla maglia rosa da ottobre dell’anno scorso, da quando con la squadra ho deciso di venire al Giro d’Italia Ringrazio la BMC e la mia famiglia che mi segue da sempre. É un momento speciale, anche se sono nato negli Stati Uniti mi sento un po’ italiano, vivo in Toscana».

«Il pubblico danese è fantastico, nell’ultimo chilometro sono stato spinto dal loro tifo più che dalle mie gambe. Ora il mio pensiero va alla cronosquadre di Verona, il secondo grande obiettivo della mia squadra. Vorrei tenere questa maglia rosa il più possibile, magari fino alla sesta tappa, quando inizieranno le salite e allora non ci sarà più terreno adatto a me. Intanto mi godo questo primato e vado avanti, tappa per tappa».

Michele Scarponi:

«Non è stato per me un bel prologo – ha commentato l’Aquila di Filottrano – Speravo di limitare il divario da alcuni atleti di classifica, purtroppo non ho trovato la giusta pedalata. Non penso sia stata questione di scelta di ruota lenticolare o meno. Non ci sono comunque problemi, il Giro è appena iniziato».

Ivan Basso:

«Sono contento perché partire con il piede giusto è un segnale incoraggiante soprattutto per il morale. L’obiettivo era quello di non perdere troppi secondi: a conti fatti, è andata meglio del previsto. Non è però il momento di entusiasmarsi: la strada per Milano è lunga e già da domani ci aspettano tappe insidiose. Perdere i secondi guadagnati oggi è un attimo. Bisogna mantenere la concentrazione alta, come oggi: avanti così».

Roman Kreuziger:

«Mi sono allenato molto per le cronometro – dichiara Roman Kreuziger appena tagliato il traguardo – e dalla prova contro il tempo del Romandia ho ripreso fiducia sulla bici da crono. Sono soddisfatto della mia prestazione anche se il Giro è lungo oltre 3.500 Km e qui ne abbiamo fatti solo 8, la strada è ancora molto».

Damiano Cunego:

«E’ stata una cronometro dalle due facce: la prima parte del percorso era molto tecnica, nella seconda bisognava fare i conti con i lunghi rettilinei spazzati da folate di vento. Mi aspettavo di riuscire a interpretare meglio il tratto iniziale, ma nel complesso il risultato è in linea con le mie aspettative».

Adriano Malori:

«A una prima parte di gara non bella ho aggiunto una buona prestazione nel settore finale del percorso. Avrei voluto realizzare una grande cronometro per onorare al meglio la maglia tricolore che indosso, purtroppo il tracciato non mi favoriva».

Manuele Boaro:

«Ho dato tutto, sono andato al massimo delle mie possibilità. Ovviamente avrei voluto vincere ma spero che Bjarne (Riis, n.d.r.) sia contento lo stesso della mia prestazione. Il pubblico è stato magnifico, con il suo entusiasmo mi ha spinot dall’inizio alla fine. Adesso che la corsa è iniziata non resta che pensare alle prossime tappe».

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