Pubblicato da: FUORIdiBICI | 21 gennaio 2015

Alessandro Malaguti (Nippo-Fantini): “L’invito al Giro d’Italia è per noi motivo di orgoglio”

Nippo-Fantini

È di pochi giorni fa la notizia dell’assegnazione, da parte di RCS Sport, delle wild card ovvero degli inviti a partecipare al Giro d’Italia 2015 e alle altre corse UCI World Tour da essi organizzate (Tirreno-Adriatico, Milano-Sanremo, Il Lombardia). Tra le squadre prescelte vi è la NIPPO Vini Fantini De Rosa, il team italo-giapponese da quest’anno nel circuito Professional, il cui punto di riferimento è senza dubbio Damiano Cunego, ma che può contare anche su atleti con tante motivazioni e voglia di mettersi in gioco. Tra questi uno è sicuramente Alessandro Malaguti, romagnolo classe ’87, che abbiamo raggiunto per farci raccontare le emozioni legate all’invito e alcuni aspetti che caratterizzano l’appartenenza al team orange-blue.

Ciao Alessandro. La tua squadra, NIPPO Vini Fantini De Rosa, ha appena ricevuto l’invito da parte di RCS Sport per partecipare al Giro d’Italia e a Il Lombardia. Cosa ci puoi dire riguardo a questa grande opportunità e come ti preparerai per fare parte degli atleti che verranno selezionati?

«Gli inviti da parte di RCS sono motivo di orgoglio. Per una squadra neo Professional che cresce, dopo un anno di Continental, vuol dire che il lavoro svolto da dirigenza, staff e, non ultimi, noi atleti è stato visto e premiato. Soprattutto siamo tutti felicissimi di disputare il Giro d’Italia, per la squadra è un’opportunità importante e adesso sta a noi lavorare al meglio per onorare l’invito. Io, personalmente, sono già al lavoro per migliorare in salita, sia con lavori specifici sia con il peso, è ovvio che spero di far parte dei corridori che verranno selezionati».

Da quest’anno avete in squadra Damiano Cunego, già vincitore di un Giro nel 2004 e di ben tre Giri di Lombardia. Cosa significa avere un capitano come lui e quali risultati potrete raggiungere?

«Damiano l’ho conosciuto nei primi ritiri con la squadra, ho scoperto un ragazzo davvero bravo e disponibile a mettere al servizio dei giovani la sua esperienza, cosa non da poco per un campione con il suo palmarès. Sicuramente lui sarà il nostro faro e sono convinto che, con l’ambiente rilassato che c’è indubbiamente nella nostra squadra, potrà fare grandi cose, qui ha la fiducia e la tranquillità che forse gli sono mancate negli ultimi anni».

È da poco terminato il ritiro del team in Abruzzo. Raccontaci cosa avete fatto nello specifico, quale clima si respira nel vostro gruppo, qualche aneddoto…

«Sì, siamo tornati da qualche giorno dal ritiro vicino a Chieti. Abbiamo svolto lavori specifici in bici sotto la direzione del preparatore del team Gianni Tendola e messo nelle gambe una bella mole di lavoro. Il clima era sempre festoso, abbiamo già fatto un gran bel gruppo, quando c’era da prendere decisioni eravamo sempre tutti uniti, anche nelle stupidate, come ad esempio in quale bar fermarci nei giorni di “scarico” o in che serata volevamo mangiarci un pizza… Ovviamente tutti uniti contro la nostra nutrizionista, Stefania Leva, che ci teneva alle strette con le calorie! A parte gli scherzi, ho voluto dire questa cosa per far capire che anche lo staff fa parte di un unico gruppo, dai meccanici ai massaggiatori ai direttori, siamo davvero un gruppo di amici prima che colleghi».

Per concludere, parlaci un po’ di te, quali sono i tuoi primi appuntamenti della stagione e i tuoi obiettivi.

«Io sono di Forlì, nato il 22/09/1987 e sono professionista dal 2011. Ho vinto 3 corse, la prima nel 2011 in Uruguay, poi nel 2013 in Francia (Route Adélie de Vitré) e nel 2014 in Giappone (prima tappa del Tour di Hokkaido), sono un passista e adoro le corse del Belgio, il mio sogno è la Parigi-Roubaix; purtroppo non ho ancora avuto la possibilità di disputarla, però quest’anno farò qualche bella corsa in Belgio come Het Nieuwsblad, Kuurne-Bruxelles-Kuurne e Tre Giorni di La Panne, tutte corse che adoro e in cui spero di mettermi in mostra, sia come gregario ma anche “in proprio” se capiterà l’occasione. Inizierò a correre a Donoratico, e non vedo l’ora di partire! Poi, come già detto, spero di rientrare nei 9 che prenderanno parte al Giro: ci sarà una tappa con arrivo a Forlì, la mia città, e il giorno dopo partenza di nuovo da Forlì e arrivo a Imola, passando per le strade dove mi alleno sempre, è un’occasione che non capita spesso e voglio sfruttarla. Giù dalla bici mi piace guardare documentari storici o cercare su internet curiosità sulla storia, mi ha sempre affascinato. Adoro guardare film e qualche volta anche leggere libri, meglio se romanzi storici o biografie. Adesso nel tempo libero quando posso cerco di imparare ad aiutare mio fratello in una nuova ditta di arredamenti di design ideata da lui e da un suo socio, so che la vita da corridore non sarà per sempre e metto un po’ le mani avanti!».

Ringraziamo Alessandro per la sua disponibilità e simpatia, augurandogli di realizzare i suoi desideri in questa stagione 2015.

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